NOTE BIOGRAFICHE


 
Pippo Bonanno ha ereditato, forse da un suo avo materno - del quale,
a parte vaghe ed incontrollabili testimonianze orali, non ha raccolto tracce - il gusto magico del colore.
Ha saputo, però, che il suo eccentrico avo amava malamente strimpellare con una chitarra le note del Ballo Excelsior e, a tempo perso, appiccicare coloratissime carte per farne improbabili collage.
Poco, assai poco, per poter considerare il lontano e ameno riferimento
un possibile polo di partenza per un percorso artistico movimentato.
Sarebbe, dunque, molto più agevole cercare le radici della formazione
culturale artistica di Pippo Bonanno - nato a Palermo nel 1925 - nel
cuore stesso della sua città, che vive il disagio di una stagnazione che
pesantemente caratterizza la cultura palermitana tra le due guerre.
Pippo Bonanno, tuttavia, si sottrae, per una serie di circostanze che lo
allontanano dalla scuola, alla dominante retorica della pedagogia dell’affermazione, rifugiandosi nelle pubbliche biblioteche per liberamente formarsi, senza ordine e metodo, ma solo stimolato dalle sue mille curiosità.
Periodo di formazione, ma sono ancora lontani i tempi della pittura.
Si diletta a disegnare, ma legge molti libri, si impegna in esercizi di scrittura e disegna vignette per il settimanale satirico Il becco giallo.
Lavora nel 1945 al quotidiano della sera Corriere Espresso.
Inizia nel 1947 a Moncalvo Monferrato la sua carriera di insegnante.